Comitato e relazioni sociali

Pensare ad un Comitato che si spende per il riconoscimento di alcuni territori in un Parco Locale, ed in questo caso della collina del Monte di Brianza, può far pensare subito, come è ovvio, ad una azione avente come prioritario l’aspetto naturalistico o ambientale. Naturalmente. Poi ci sono, come dire, gli effetti “collaterali”. Tutti quegli sviluppi non propriamente previsti ma piacevolmente e prontamente registrati. Tra questi la rete di contatti con gli altri parchi,  associazioni che si occupano della stessa “mission”, sezioni di Protezione Civile, Cai, Comuni, scuole  e Guardie Ecologiche Volontarie. Tutto ciò ha messo in moto relazioni e rapporti, ma soprattutto una possibilità di confronto e dialogo di grande importanza per comprendere meglio il senso di quello che si sta facendo nel tentativo di raggiungere l’efficacia maggiore. L’azione del Comitato si è rivelata estremamente stimolante per questi luoghi e, al di là del lavoro e della questione strettamente legata all’istituzione del PLIS, ha innescato un dibattito che ha coinvolto amministratori comunali e semplici fruitori di questi territori su problematiche quali opere pubbliche, attività e pratiche varie, oltre che temi di più ampio respiro ambientale. Si è assistito inoltre alla nascita di una nuova associazione ambientalista che fa riferimento ad alcuni comuni attualmente non aderenti al protocollo di intesa sul PLIS, così come altri paesi hanno dovuto interrogarsi su quale tutela o altra forma di protezione dare ai propri territori.  E tutto ciò è quanto di meglio la società civile abbia potuto esprimere, quale segno di vitalità e di presenza sul territorio. Siamo convinti che questo sia stato possibile proprio grazie all’azione e alla presenza del Comitato Parco Locale del Monte di Brianza quale figura che in qualche modo interrogasse le persone e gli amministratori sul futuro dei loro paesi. Ma è stato attraverso l’educazione ambientale nelle scuole che si è raggiunto il massimo della componente sociale e relazionale del Comitato. Attraverso le uscite notturne per “ Notte da Gufi” , in molti casi (tra cui vogliamo sottolineare il ruolo di Valgreghentino) si è offerta la possibilità alle famiglie di radunarsi in un contesto davvero particolare quando non addirittura magico. Qualcuno storcerà il naso, ma ci chiediamo in quale modo questi bambini avrebbero avuto la possibilità di andare in un bosco, di notte, in compagnia dei genitori. Alzi la mano quel padre che, spontaneamente, porterebbe a fare un giro nel bosco il proprio figlio, e per giunta di notte, magari solo per far vedere le lucciole. Forse questa è un’opportunità che i nostri padri o nonni, per necessità, o forse perché allora il rapporto tra uomo e natura sapeva ancora proporre una sorta di simbiosi, hanno avuto. Di certo i nostri figli o bambini no. Oltre a ciò, questo induce a riflettere in quale modo e in quale misura l’Ambiente “entra” nel contesto famigliare, che, assolto il compito delle ferie in montagna, si ritrova stretto tra comodità, tecnologia ed impegni di ogni genere. Toglierli dalla televisione per una sera, uscire di casa malgrado stanchezza e facile comodità,  trovarsi per cenare insieme, o semplicemente fare qualcosa che resterà nella memoria dei nostri figli per il clima e l’atmosfera che si creano attorno, recuperando così il rapporto con quell’ambiente che attualmente è andato perso ma che è stato il primo ad ospitare la nostra specie, è stata un’esperienza formativa fondamentale. Insomma, quando si dice  : “Da cosa nasce o cosa”, oppure, “ Quando il masso inizia a rotolare….” Dunque non solo animali, nozioni, informazioni o ambiente, ma soprattutto rapporti e relazioni personali e famigliari. Confermati dalla volontà di molti bambini di ritornare,  per mostrare ai loro genitori  i luoghi visitati con i volontari e le educatrici ambientali del Comitato.

Comitato Parco Locale del Monte di Brianza

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