Questione salumificio a Rovagnate

La vicenda , ormai nota a tutti, è relativa ad un braccio di ferro tra Comune di Rovagnate da una parte e salumificio Beretta s.p.a. dall'altra per la realizzazione di un insediamento produttivo tra le località Francolino e Zerbine, un pezzo di campagna caratterizzato tra l’altro da un habitat ricco di acqua, fossi, canali. Habitat sempre più raro nel nostro territorio. Luogo previsto da Comune e Provincia come CORRIDOIO ECOLOGICO tra il Parco Regionale di Montevechia e del Curone e il Monte di Brianza, il territorio per la cui tutela ci stiamo battendo in prima persona.
Per questo anche noi interveniamo con decisione nella questione esprimendo la nostra totale ed incondizionata contrarietà. Un parco non è una scatola chiusa ma deve interagire con il territorio circostante, e i corridoi ecologici con le aree verdi limitrofe sono fondamentali per ogni ecosistema che si intende andare a tutelare.
Tornando alla vicenda, secondo la dirigenza dell’industria alimentare
la Giunta rovagnatese starebbe rallentando oltre ogni limite la realizzazione del progetto di costruire questo nuovo capannone in Rovagnate che potrebbe (forse!) dare lavoro a ben 300 persone. Messa così da una certa stampa locale, la solidarietà all’imprenditore è scontata. Ma la vicenda è un po’ più complessa di come viene raccontata e, come spesso accade in questi casi si esaltano positività tutte da verificare (ad esempio i nuovi posti di lavoro) e si minimizzano se non si ignorano del tutto le negatività costituite essenzialmente dall’impatto ambientale che finisce per gravare su tutti i cittadini senza che questi abbiano benefici reali o condividano in qualche modo le ricche plusvalenze che si realizzano cambiando la destinazione urbanistica dei suoli.

Non vogliamo entrare nel merito della questione, già di per se complicata, e tanto meno dei diritti acquisiti da parte dei privati. Quello che colpisce è la possibilità da parte della Provincia di intervenire modificando il PTCP, facendo trapelare un atteggiamento schizofrenico, eliminando tale corridoio ecologico che coinvolge in parte la zona interessata per sbloccare e favorire la soluzione positiva della trattativa. Corridoio che invece giustamente il comune aveva , ed ha, tutta l'intenzione di preservare, sperando in un atteggiamento coerente da parte della Provincia.

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